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Un libro proposto e regalato dal Direttore
Il commento degli insegnanti che lo hanno letto
Diario di scuola
Daniel Pennac
Dal banco alla cattedra, a cura di Paola Zani
A nome di tutte le colleghe del plesso di Rondò Brenta, seppure con ritardo,
Ti ringrazio di cuore per il dono prezioso che hai voluto inviare.
Dono estremamente apprezzato che conferma la sensibilità e l'attenzione della quale gode il III Circolo
da parte del proprio Direttore.
Con affetto Filomena
Carissimo direttore,
buonasera. Desidero ringraziarla per averci segnalato il libro di Pennac. L'ho terminato in tre giorni
(lavorativi, cioè, praticamente, 6-7 ore!). Se devo essere sincera, inizialmente, ho intrapreso la lettura quasi
per dovere (in quanto capogruppo, mi sembrava corretto conoscerlo), ma dopo le prime pagine il "dovere" si è subito
trasformato in piacere. Ad ogni pagina, mi sembrava di vedere uno dei miei alunni; ho visto e RIVISTO in modo diverso
D. e S., per i quali incontriamo i genitori quasi ogni 20 giorni (!), la piccola T., la quale, davvero, a volte sembra
"non capirCI niente", ho rivisto i miei genitori e ho rivisto me stessa e tutti gli errori (ma anche qualche piccolo successo).
E l'immagine della classe come un'orchestra dove ogni strumento deve andare al passo con gli altri per creare armonia è davvero stupenda.
Non è un libro che dà consigli (o ne dà pochi), né insegna ad insegnare, ma ti aiuta a vedere il tuo "lavoro" in modo diverso,
davvero come una vocazione.
Grazie.
Luciana
Questo libro risponde ad un interrogativo, quasi un'esigenza, che talvolta mi assilla, cosa significa essere
una brava insegnante? Non contiene l'alchimia per creare la scuola perfetta, ma è carico di passione, speranza,
amore, passione, attenzione per i giovani ( il futuro )! Mi sono chiesta, leggendolo, se anche i miei alunni si
sono mai sentiti soli, abbandonati, sicuri di non farcela, rassegnati....come i "cattivi scolari" descritti da
Pennac. Ritengo che un bravo insegnante debba cercare di alleggerire il senso di impotenza e inadeguatezza,
il disagio, il vuoto cosmico....che la società spesso ci impone.
Un'insegnante innamorata del suo mestiere.
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